CALENDARIO MMXXVI

Accadimenti

Per un anno all’insegna dell’impegno civile e del femminismo

GENNAIO

1 Gennaio 1948 — Entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana

Testo fondamentale della Repubblica Italiana, fu approvato il 22 dicembre 1947 dall’Assemblea Costituente, eletta contestualmente al referendum sulla forma istituzionale dello Stato fra Repubblica e Monarchia del 2 giugno 1946. Il 25 giugno dello stesso anno l’Assemblea, composta da 556 deputati, di cui 21 donne, note come “Madri Costituenti” (era la prima volta che le donne italiane avevano voce e rappresentanza in un’assemblea legislativa nazionale), affidò alla Commissione dei 75 l’incarico della stesura del testo e sua armonizzazione.
Fecero parte della Commissione Nilde Iotti, Lina Merlin, Maria Federici, Teresa Noce e Angela Gotelli che agirono sul principio eguaglianza (Art. 3), sulla protezione della famiglia e dell’infanzia (Art. 29, 30, 31), sul diritto al lavoro delle donne (Art. 37), sulla parità di partecipazione politica (Art. 48) e sull’accesso cariche pubbliche (Art. 51).

Testo completo

 

6 Gennaio 1907 — Apertura della prima scuola di Maria Montessori
Il 6 gennaio 1907 Maria Montessori apriva la prima Casa dei Bambini nel quartiere popolare di San Lorenzo, in via dei Marsi 58 a Roma. L’apertura della scuola rappresentò un momento cruciale nel percorso professionale di Montessori e nella diffusione della sua filosofia e metodo educativo.
La pedagogia montessoriana si basa su un modello di sviluppo umano, il quale opera nel rispetto di due convinzioni: che l’autocostruzione psicologica nei bambini e nei ragazzi avviene attraverso interazioni ambientali e che i bambini (soprattutto sotto i sei anni) hanno un percorso innato di sviluppo psicologico (concetto di “mente assorbente”, ovvero di apprendimento spontaneo e senza sforzo). Sulla base delle proprie osservazioni, Maria Montessori riteneva che concedere ai bambini la libertà di scegliere e di agire liberamente, all’interno di un ambiente preparato e disposto in modo da favorirne l’autonomia e la concentrazione, avrebbe spontaneamente contribuito a uno sviluppo ottimale (ambiente come “terzo educatore”).

 

9 Gennaio 1908 — Nasce Simone de Beauvoir

Simone de Beauvoir è stata una figura fondamentale del femminismo del XX secolo, in particolare grazie all’opera enciclopedica “Il secondo sesso”, pubblicata a Parigi nel 1949 (in Italia nel 1961), in cui dimostra, attraverso prospettive scientifiche, storiche, culturali, come la condizione femminile (il “secondo sesso”, l’Altro rispetto all’uomo), più che un destino biologico, sia il risultato di condizionamenti sociali che le impongono ruoli, stereotipi e limitazioni. La celebre frase “donna non si nasce, si diventa” sottolinea come l’identità femminile non sia una condizione naturale, ma il risultato di un processo di costruzione sociale.

 

25 Gennaio 1882 — Nasce Virginia Woolf
Virginia Woolf è stata una figura centrale del femminismo della differenza. Le sue opere, in particolare i saggi “Una stanza tutta per sé” e “Le tre ghinee”, analizzano la condizione femminile, la discriminazione e la necessità di indipendenza economica e intellettuale per le donne, sottolineando come l’emancipazione non consiste nel sostituire gli uomini nei loro ruoli, ma nella necessità di valorizzare la differenza femminile, creando metodi e linguaggi propri, attraverso i quali costruire un sistema di valori alternativo.

 

26 Gennaio 1944 — Nasce Angela Davis
Figura fondamentale per il movimento femminista nero degli anni Settanta, con il suo testo, “Donne, razza e classe” pubblicato negli Stati Uniti nel 1981, Angela Davis ha posto in evidenza come le discriminazioni e le violenze sistematiche compiute contro gli afroamericani, in particolare nei confronti delle donne nere, sono soggette a una tripla condizione di oppressione legata al genere, alla razza e alla classe sociale e, in quanto inestricabilmente operanti, tali oppressioni devono essere simultaneamente combattute.

FEBBRAIO

1 Febbraio 1945 — Diritto di voto alle donne in Italia

Con il decreto legislativo luogotenenziale n. 23 del 1 febbraio 1945, il Governo Bonomi e il Principe Umberto di Savoia riconoscono il diritto di voto alle donne. Le prime elezioni a suffragio universale furono le amministrative del 10 marzo 1946, che ebbero luogo in alcuni comuni italiani dopo la caduta del fascismo. Successivamente, il 2 giugno dello stesso anno, le donne votarono per il referendum istituzionale, per scegliere tra Monarchia e Repubblica, e per eleggere i membri dell’Assemblea Costituente. Votarono circa 13 milioni di donne su 25 milioni di italiani aventi diritto al voto.

 

4 Febbraio 1921 — Nasce Betty Friedan

Betty Friedan è stata un’attivista statunitense, teorica del movimento femminista degli anni sessanta e settanta. Con il saggio “La mistica della femminilità” (1963) Friedan indaga le cause di frustrazione e depressione femminile all’interno del contesto familiare, identificando nel “problema senza nome” (the problem that has no name) il malessere, l’insoddisfazione e la depressione che colpiva le donne casalinghe degli anni sessanta, confinate nei ruoli di moglie e madre e private di un’identità propria, dopo aver sostituito gli uomini nei lavori extradomestici durante la seconda guerra mondiale.
Betty Friedan è stata tra le principali fondatrici della NOW – National Organization of Women (1966), movimento di donne degli Stati Uniti di orientamento liberale che ha promosso, e tutt’ora promuove, importanti iniziative a favore dell’uguaglianza di genere,  per la giustizia economica, i diritti riproduttivi, i diritti LGBTQIA+, la giustizia razziale, e per la fine della violenza contro le donne.

 

6 Febbraio — Giornata contro le mutilazioni genitali femminili

Nello specifico Giornata internazionale di TOLLERANZA ZERO per le mutilazioni genitali femminili.

Nel mondo sono più di 230 milioni le donne e le ragazze che hanno subito mutilazioni genitali femminili (MGF). La mutilazione genitale femminile viene praticata in più di 90 paesi e principalmente in Africa (144 milioni di ragazze), in alcuni paesi dell’Asia (80 milioni), nel Medio Oriente (6 milioni), nel resto del mondo tra comunità provenienti da queste regioni (1-2 milioni). Secondo i dati dell’Unicef, nel 2024 4,4 milioni di bambine e ragazze sono state sottoposte a mutilazione.
Queste pratiche, estremamente dannose sia dal punto di vista fisico, che psicologico, non sono sostenute da ragioni mediche, ma sono riconducibili a complesse motivazioni socio-culturali profondamente radicate nelle tradizioni, che variano a seconda delle diverse comunità e aree geografiche. Sono legate a processi di identità culturali, all’accettazione sociale e conformità alle norme di genere (in alcune società la rimozione della clitoride è considerata un atto di esaltazione della femminilità), alle credenze di purezza, igiene e fertilità (alcune culture considerano i genitali femminili esterni “sporchi” o pericolosi e credono che il contatto della clitoride con il pene di un uomo ne causerebbe la morte; altri gruppi ritengono che se la clitoride toccasse la testa del neonato, durante il parto, morirebbe). Un motivo è il controllo della sessualità femminile, attuata per ridurre il desiderio sessuale della donna, garantendone la castità e la fedeltà prima e durante il matrimonio.
Le mutilazioni dei genitali femminili sono riconosciute a livello internazionale come una grave violazione dei diritti umani delle donne e delle bambine, con conseguenze fisiche e psicologiche devastanti e permanenti. Organizzazioni come l’UNICEF e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lavorano attivamente per eradicare questa pratica.

In Italia, la legge n. 7 del 9 gennaio 2006 ha dato disposizioni specifiche per affrontare il problema, applicando un’importante deroga al principio di territorialità: le MGF vengono criminalizzate (con pena di reclusione da 4 a 12 anni) anche quando sono praticate all’estero.
Fonti: Rapporto UNICEF MGF 2024 | Amnesty International Italia | Amref Health Africa (African Medical and Research Foundation)

15 Febbraio 1996 — Introduzione dell’articolo 609-bis
Conquista politica cruciale quella che, nel 1996, ha portato, sotto la spinta costante dei movimenti femministi, a riorganizzare il codice penale italiano (Codice Rocco, risalente al periodo fascista e ancora attivo, sebbene riformato nel corso del tempo) e cambiare la classificazione della violenza sessuale, spostandola dalla categoria dei «delitti contro la moralità pubblica» a quella dei «reati contro la persona». Questa modifica è stata fondamentale per riconoscere e inquadrare l’aggressione sessuale come un attacco diretto all’individuo e alla sua libertà, piuttosto che una violazione di una norma di buon costume.

 

16 Febbraio — Giornata del risparmio energetico

M’illumino di meno” è la Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili promossa dal programma radiofonico Caterpillar e Rai Radio2 per diffondere la cultura della sostenibilità ambientale e dell’attenzione alle risorse. Il nome prende spunto dai celebri versi della poesia Mattina di Giuseppe Ungaretti (“M’illumino / d’immenso”), e coincide con l’anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto (1997).

MARZO

3 Marzo — Giornata della flora e fauna selvatica

La giornata mondiale della natura selvatica (World Wildlife Day), è stata istituita dall’Onu nel 2013 per ricordare la data del 1973, in cui 183 Stati hanno firmato la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (nota anche come CITES). L’obiettivo è preservare la biodiversità in tutto il mondo, la rete della vita, di tutti gli organismi viventi presenti sul Pianeta – e no, non stiamo andando bene (ndr).

Secondo il Living Planet Report (LPR) 2024 del WWF, c’è stato un catastrofico calo del 73% della dimensione media delle popolazioni globali di vertebrati selvatici oggetto di monitoraggio in soli 50 anni (1970-2020). La perdita e il degrado degli habitat, causati principalmente dai nostri sistemi alimentari, rappresentano la minaccia più frequente per le popolazioni di specie selvatiche di tutto il mondo, seguita dallo sfruttamento eccessivo, dalla diffusione delle specie invasive e di patologie. Il cambiamento climatico rappresenta un’ulteriore minaccia in particolare per la biodiversità in America Latina e nei Caraibi, regioni che hanno registrato un impressionante calo medio del 95%. Il report avvisa che, mentre il Pianeta si avvicina a pericolosi punti di non ritorno che rappresentano gravi minacce per l’umanità, nei prossimi cinque anni sarà necessario un enorme sforzo collettivo per affrontare la duplice morsa della crisi climatica e biologica.

Fonte: WWF Italia – Living Planet Report 2024

 

6 Marzo 1931 — Nasce Carla Lonzi
Carla Lonzi è stata una figura fondamentale del femminismo italiano degli anni settanta. Teorica dell’autocoscienza e del femminismo radicale, insieme a Carla Accardi ed Elvira Banotti ha fondato il gruppo Rivolta Femminile, movimento collettivo di liberazione della donna che portò, nel luglio del 1970, alla comparsa sui muri prima di Roma e poi di Milano del Manifesto di Rivolta Femminile (Manifesto dagli archivi di Herstory | Testo su internazionale.it).
Si trattava di un elenco di 65 punti preceduti da una citazione di Olympe de Gouges e comprendeva in nuce tutti gli argomenti d’analisi che il femminismo avrebbe fatto propri: l’attestazione e l’orgoglio della differenza contro la rivendicazione dell’uguaglianza, il rifiuto della complementarità delle donne in qualsiasi ambito della vita, la critica verso l’istituto del matrimonio, il riconoscimento del lavoro delle donne come lavoro produttivo e non ultimo la centralità del corpo e la rivendicazione di una sessualità soggettiva e svincolata dalle richieste maschili. Lo scritto si rivolgeva alle donne, le sollecitava ad affrancarsi dalla cultura patriarcale non solo in ambito familiare, ma anche in ambito politico e partitico (Wikipedia).
L’attività del gruppo Rivolta Femminile porterà all’apertura della prima casa editrice femminista italiana a Milano e alla pubblicazione della collana “Libretti verdi di Rivolta” (piccoli libretti di 17×12 cm con copertina verde e caratteri in nero), che proponeva testi frutto della pratica dell’autocoscienza e suo esito e sviluppo nell’autodeterminazione del pensiero.

Il femminismo mi si è presentato come lo sbocco possibile tra le alternative simboliche della condizione femminile, la prostituzione e la clausura: riuscire a vivere senza vendere il proprio corpo e senza rinunciarvi. Senza perdersi e senza mettersi in salvo.

Carla Lonzi in “Itinerario di riflessioni” di Rita Corsi – www.enciclopediadelledonne.it

 

8 Marzo — Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne

In una giornata che è un momento di raccoglimento attorno ad un tema così rilevante e sensibile insieme, così complesso e, a tratti, inestricabile, sento di pormi, e porre anche a voi, una domanda: se foste in una condizione di massima libertà di mezzi, strumenti, potere – è un’ipotesi di ragionamento la nostra -, qual è l’atto, o le azioni, che compiereste, per realizzare, perseguire, raggiungere la piena parità di genere?

 

20 Marzo — Equinozio di primavera

L’equinozio di primavera è un evento astronomico che segna l’inizio della primavera nell’emisfero boreale e dell’autunno in quello australe. Si verifica quando il Sole si trova allo zenit dell’equatore celeste, ovvero è esattamente perpendicolare all’equatore, e illumina entrambi gli emisferi della Terra in modo quasi uniforme (la durata del giorno e della notte sono pressoché uguali in tutto il mondo, con delle differenze legate alla rifrazione dei raggi del Sole nell’atmosfera).

Il termine “equinozio” deriva dal latino aequinoctium, una composizione di aequus “uguale” e nox “notte”, e significa “notte uguale”.
Lo zenit è il punto della volta celeste che si trova esattamente sulla verticale, cioè perpendicolare al suolo, di un osservatore. Il suo antipodo, il punto diametralmente opposto (sotto i piedi dell’osservatore), è chiamato nadir.

 

21 Marzo — Giornata mondiale delle foreste

Le Foreste: ecosistemi cruciali.

La Giornata Internazionale delle Foreste si celebra ogni anno il 21 marzo ed è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 2012 per aumentare la consapevolezza sull’importanza delle Foreste per la vita sulla Terra.
Sebbene i dati della FAO registrino un rallentamento nella deforestazione (in particolare nel rapporto fra deforestazione ed espansione forestale negli anni 1990-2000 e 2015-2025), il punto fondamentale, che nemmeno la FAO riesce a cogliere, è l’approccio antopocentrico e sostanzialmente capitalista col quale guardiamo alle Foreste, considerate bene esclusivo a disposizione degli esseri umani. E nelle rincorse alla rinforestazione, fenomeno che pure in Europa ha conosciuto una certa crescita, continuiamo a leggere i dati, interpretare e agire secondo un nostro tornaconto (le parole “pilastri della sicurezza alimentare, mezzo di sostentamento per milioni di famiglie” mostrano inequivocabilmente la prospettiva utilitaristica che analizza lo stato di salute forestale del pianeta), tornaconto che soffre di una grave parzialità del punto d’osservazione. Vorrei dire che le Foreste non sono lì per noi. Esistono al di là di noi esseri umani e nonostante noi esseri umani. Ma siamo talmente concentrati su questa unica specie e le sue velleità, che non comprendiamo quanto le Foreste siano fondamentali per la vita, per tutte le vite che abitano la Terra, dai molluschi ai batteri, dai funghi agli insetti.
Dov’è la classe politica che saprà affermare che gli alberi non sono risorse, ma vite inalienabili, uniche e insostituibili? E agire conseguentemente?

Fonte dati: FAO – Stato delle foreste nel mondo 2024

 

22 Marzo — Giornata mondiale dell’acqua

Vediamo un po’ che si dice sull’acqua. L’idrosfera, l’insieme delle acque presenti nei vari stati di aggregazione sul nostro pianeta. In effetti l’acqua è l’unica sostanza naturale che puoi trovare nei tre stati: solido (ghiaccio), liquido (acqua) e gassoso (vapore). Copre il 71% della superficie terrestre e per il 97,5% è composta da acqua salata (oceani e mari), mentre il 2,5% da acqua dolce, che si trova principalmente nelle calotte polari e nei ghiacciai (2,1%) e, in misura minore, nelle acque sotterranee, nei fiumi, nei laghi (circa lo 0,9%). Dell’intera porzione di acqua dolce mondiale, solo lo 0,3% è direttamente accessibile all’uso umano.

Fonti: Wikipedia | National Geographic

I dati e le statistiche mi hanno portato qua, ma, mentre scrivo, mi rendo conto dell’utilitarismo col quale osserviamo. Che poi, un utilitarismo piuttosto bieco: contiamo l’acqua disponibile, mica per preservarla (di nuovo a nostro beneficio) ma per farne proiezioni e diagrammi aziendali, finanziari. Ad ogni modo, avanziamo nell’excursus.

La quantità di acqua sulla Terra è la stessa da miliardi di anni e si ritiene che si sia formata principalmente durante la condensazione del vapore acqueo dei vulcani e dagli impatti di comete ghiacciate (3,8 miliardi di anni fa).

Il ciclo dell’acqua è un processo continuo, ma il tempo che una singola molecola impiega per completarlo varia enormemente: può durare da ore (nell’atmosfera) a migliaia di anni, specialmente se raccolta in ghiacciai o nelle falde acquifere profonde, con un ciclo medio che si aggira intorno ai 1.000 anni per molecola.

Anche se la quantità totale è la stessa, i cambiamenti climatici, l’inquinamento e l’aumento della popolazione rendono l’acqua dolce disponibile e potabile una risorsa sempre più scarsa e sotto pressione.

Allora mi sono chiesta “Come utilizziamo l’acqua dolce? Quello 0,3% che impiega migliaia di anni a farsi?”

Prima di rispondere alla domanda, consideriamo però (almeno una) fallacia della prospettiva, dal momento che circa 2,2 miliardi di abitanti del pianeta non dispongono di un accesso all’acqua potabile gestito in sicurezza. Fatta tale premessa, osserviamo che la restante parte degli essere umani utilizza l’acqua dolce principalmente per l’agricoltura e l’allevamento (circa il 70% del consumo); per l’industria (circa 22%); e per gli usi civili (circa 8%), che comprendono bere, cucinare, igiene personale e pulizia domestica (Rif. Acqua nel mondo – Gruppo CAP).

Ma andiamo più vicino e domandiamoci ancora, come la utilizziamo? Stando ai dati 2024 sulla qualità dell’acqua dolce mondiale, non proprio benissimo: la metà dei paesi al mondo ha ecosistemi degradati e le azioni previste, il nostro piano, la nostra risposta evolutiva ai guai che abbiamo combinato più che essere insufficiente, è semplicemente ridicola.

E, in tutto questo, nessuno ha pensato al fabbisogno di altri esseri viventi! Che è? Forse ci siamo dimenticati che il cavallo selvaggio ha bisogno di acqua da bere?!
Perché, esistono ancora cavalli selvaggi?

 

25 Marzo 1927 — Nasce Tina Anselmi

Politica e partigiana italiana, Tina Anselmi è stata la prima donna ad aver ricoperto la carica di Ministra della Repubblica Italiana, in qualità di Ministra del lavoro e della previdenza sociale (Governo Andreotti III – 1976).
Nel corso della lunga carriera (1968 – 1992 – DC), basata su una visione della politica come servizio alla comunità, in difesa della democrazia e a sostegno dei principi di pace, sussidiarietà e solidarietà, ha promosso e sottoscritto leggi tese a garantire i diritti delle donne.

Le scelte professionali e la cura della casa e dei figli, caricate quasi completamente sulla donna sono elementi di discriminazione e di segregazione della donna sul mercato del lavoro, elementi che […] diminuiscono poi le possibilità di un adeguato, stabile ed efficiente inserimento della donna nel mercato del lavoro. Una politica dell’occupazione femminile deve cominciare a rompere proprio questo circolo vizioso (Noce, 2014 – Enciclopedia Treccani).

Della sua attività ricordiamo:

  • Legge n. 903 sulla parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro (1977). Nota come “Legge Anselmi”, ha vietato ogni discriminazione di genere per l’accesso a qualsiasi tipo di lavoro e ha introdotto importanti tutele per le lavoratrici madri, come il diritto all’astensione facoltativa dal lavoro.
  • La fondamentale legge n. 194 del 1978 sull’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) che ha disciplinato e normato il diritto della donna ad interrompere la gravidanza.
  • Nel quadro politico della solidarietà nazionale crebbe anche la sintonia con le deputate del PCI Giglia Tedesco e Nilde Iotti, con le quali condivise le discussioni sul progetto di iniziativa popolare per la riforma delle norme sulla violenza sessuale, in merito alle quali presentò un suo progetto di legge nel 1979.
  • Legge n. 833 del 1978 che istitutiva il Servizio Sanitario Nazionale. Da Ministra della Sanità, Anselmi ha firmato la legge che ha dato vita al sistema sanitario pubblico e universale in Italia, basato sui principi di uguaglianza e prevenzione. Nello stesso anno firmò anche la “legge Basaglia” sull’abolizione dei manicomi.
  • Tina Anselmi è stata a capo della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla Loggia Massonica P2 (1981 – 1984), contribuendo a determinare la natura dell’organizzazione criminale che mirava a sovvertire l’ordinamento democratico.

Questi due anni e mezzo sono stati per me l’esperienza più sconvolgente della mia vita. Ho fatto il ministro due volte, mi sono trovata dentro quella che chiamano la stanza dei bottoni. Ma solo frugando nei segreti della P2 ho scoperto come il potere, quello che ci viene delegato dal popolo, possa essere ridotto ad un’apparenza. La P2 si è impadronita delle istituzioni […] ha fatto un colpo di stato strisciante. […]. Per più di dieci anni i servizi segreti sono stati gestiti da un potere occulto (Vanzetto, 2011 – Enciclopedia Treccani).

Fonti: Wikipedia | Enciclopedia delle Donne | Treccani | Camera dei deputati

APRILE

4 Aprile 1928 — Nasce Maya Angelou

Maya Angelou (1928-2014) è stata una scrittrice, poetessa, attivista per i diritti civili e performer statunitense (ballerina, attrice, regista e straordinaria interprete musicale), nota per la sua autobiografia “Io so perché canta l’uccello in gabbia” (1969) e per la sua partecipazione al movimento per i diritti civili, con Martin Luther King Jr. e Malcolm X. La sua vita, segnata da un’infanzia complessa, caratterizzata da abusi e dalla segregazione razziale, è stata un esempio di resilienza, per il modo in cui, attraverso la scrittura, ha saputo trasformare le sue esperienze in una forma e forza d’ispirazione.
Una poesia, fra le molte parole, mi ha rapito, il giorno che l’incontrai girovagando per la storia del femminismo negli Stati Uniti. “Still I rise”, Ancora mi sollevo. “Puoi colpirmi con le tue parole, puoi tagliarmi con i tuoi occhi, puoi uccidermi con il tuo odio, ma ancora, come l’aria, mi solleverò.”
Testo integrale Still I rise | Grandi autrici Mondadori

 

5 Aprile 1971 — Pubblicazione del “Manifesto delle 343”

Pubblicato il 5 aprile 1971 sulla rivista Le Nouvel Observateur, il Manifesto delle 343 (in francese: “Manifeste des 343“) è una petizione con la quale 343 donne chiedono la legalizzazione dell’aborto in Francia, in particolare a causa dei rischi medici causati dalla natura clandestina della procedura. Il testo dell’appello fu scritto da Simone de Beauvoir e sottoscritto da 343 donne (in realtà molte di più) che dichiararono pubblicamente di aver interrotto la gravidanza, esponendosi al rischio di procedimenti penali. Esempio di disobbedienza civile, il manifesto aprì la strada all’adozione, quattro anni dopo, della legge Veil (1975), che introdusse il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza in Francia. Nessuna delle firmatarie fu perseguita ai termini di legge.

Approfondimento: Intellectuals and the media – Naming without shaming

 

6 Aprile 1947 — Ingrid Bergman vince i Tony Awards

Il premio fu fondato nel 1947 da Brock Pemberton, un membro dall’American Theatre Wing, e titolato in onore di Antoinette Perry, soprannominata “Tony”, attrice, direttrice, produttrice e cofondatrice dell’American Theatre Wing, per la sua eccezionale recitazione teatrale e i risultati tecnici raggiunti.

La prima cerimonia di premiazione dei Tony Awards si tenne il 6 aprile 1947 presso l’Hotel Waldorf Astoria di New York City, durante la quale Ingrid Bergman vinse il premio di Migliore Attrice per la sua interpretazione in Joan of Lorraine (1947).

 

10 Aprile 1920 — Nasce Nilde Iotti

Nilde Iotti, all’anagrafe Leonilde Iotti, è stata una politica e partigiana italiana. Dopo decenni di attività politica all’interno del Partito Comunista Italiano, nel 1979 divenne la prima donna nella storia dell’Italia repubblicana a ricoprire la terza carica dello Stato, la presidenza della Camera dei deputati, incarico che detenne fino al 1992, diventando la Presidente della Camera rimasta in carica più a lungo in assoluto nella storia della Repubblica Italiana (per più di 12 anni).

L’attività politica e legislativa di Nilde Iotti ha avuto un profondo impatto sul riconoscimento dei diritti delle donne in Italia, a partire dall’Art. 3 della Costituzione italiana, nel quale si battè per l’affermazione della parità tra i sessi.
Contributi legislativi:

  • Diritto di famiglia (Legge n. 151 del 1975): Nilde Iotti fu tra le promotrici di questa legge, che cambiò la struttura della famiglia e sancì la piena parità tra i coniugi.
  • Divorzio (Legge n. 898 del 1970): supportò attivamente la campagna per la legge sul divorzio del 1970 e la battaglia per il referendum abrogativo del 1974, che confermò il diritto di divorziare.
  • Aborto (Legge n. 194 del 1978): si impegnò a favore della legge che depenalizzò e regolamentò l’interruzione volontaria di gravidanza.

Io stessa – non ve lo nascondo – vivo quasi in modo emblematico questo momento, avvertendo in esso un significato profondo, che supera la mia persona e investe milioni di donne che attraverso lotte faticose, pazienti e tenaci si sono aperte la strada verso la loro emancipazione. (Nilde Iotti, Discorso di insediamento alla Presidenza della Camera)

Approfondimento: “Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia” – Fondazione Nilde Iotti

 

19 Aprile 1967 — Kathrine Switzer corre la Maratona di Boston

Con la pettorina 261, Kathrine Switzer è stata la prima donna ufficialmente registrata a correre la maratona di Boston nel 1967, iscrivendosi con le sole iniziali “K.V. Switzer”. All’epoca la partecipazione femminile alla competizione era vietata, per un misto di discriminazioni, esclusioni ed errate convinzioni sulle capacità fisiche delle donne.
(Nel 1966, Bobbi Gibb aveva cercato di partecipare ufficialmente alla gara, ma era stata respinta dal direttore della BAA Will Cloney, che sosteneva che le donne fossero fisiologicamente incapaci di correre 26 miglia. Gibb corse ugualmente e completò la gara del 1966 davanti a due terzi dei corridori con un tempo di 3:21:40; tuttavia non le fu riconosciuto il risultato.)
Tre chilometri dopo la partenza, il direttore di gara Jock Semple si accorse della presenza di Kathrine Switzer e cercò di strapparle il pettorale, ma fu bloccato dall’allenatore Arnie Briggs e dal compagno Tom Miller. Nonostante l’aggressione e l’ordine di ritirarsi, Switzer continuò la corsa, completando la maratona in 4 ore e 20 minuti. Le immagini dell’attacco fecero il giro del mondo, scatenando un movimento d’opinione che portò, cinque anni dopo, all’apertura della maratona di Boston alle donne nel 1972.

 

22 Aprile — Giornata della Terra

Earth Day è la Giornata Mondiale della Terra, un evento internazionale che si celebra ogni 22 aprile per promuovere la salvaguardia del pianeta, la sostenibilità ambientale e la sensibilizzazione su temi come il cambiamento climatico e l’inquinamento. È un’iniziativa globale che mobilita milioni di persone attraverso eventi, campagne e iniziative didattiche volte a promuovere comportamenti più sostenibili e a riflettere sull’impatto delle azioni umane sull’ambiente.

In questa giornata in cui pensiamo, guardiamo, osserviamo la Terra, vorrei esaminare un indice significativo del nostro approccio ad una tema rilevante, per il quale ne va della nostra stessa sopravvivenza: l’Earth Overshoot Day (EOD), in italiano Giorno del sovrasfruttamento della Terra o dello sforamento, del superamento (in inglese overshoot significa “andare oltre”), un indice che misura la data in cui la domanda di risorse ecologiche supera ciò che la Terra può rigenerare in quello stesso anno.
La media mondiale per il 2025 si attesta a luglio, misura di per sé già grave, ma se guardiamo più da vicino, vediamo come l’Unione Europea ha esaurito il budget ecologico annuale il 29 aprile 2025 (l’Italia al 6 maggio 2025), gli Stati Uniti il 13 marzo 2025, la Cina il 14 maggio 2025, l’India il 12 agosto 2025. Quindi, per stare ai calcoli e ragionare in termini finanziari, consapevoli dei limiti posti da tale visione, vi sono stati che “migliorano la media” dei più grandi consumatori mondiali, utilizzando meno risorse, e sostanzialmente non raggiungendo la data di deficit. La Guyana francese, il Suriname, la Guyana, il Gabon, il Congo, l’Uruguay, la Repubblica Centrafricana, sono tutti Paesi con una riserva di biocapacità.
Due pensieri: il primo è che non capisco come mai non impostiamo tale dato quale unità di misura, parametro e confronto sullo stato di salute di un paese, anziché il PIL. Il secondo è una considerazione, anch’essa lineare: viviamo ben al di sopra delle possibilità del pianeta di sostenerci, questo è una dato di fatto rispetto al quale, nel giorno che dedichiamo alla Terra, sento di chiedermi, con molta franchezza, di quante e quali cose posso fare a meno. E iniziare a toglierle.

 

25 Aprile 1945 — Festa della Liberazione

Il 25 aprile si festeggia la Liberazione dell’Italia dall’occupazione straniera nazista e dalla dittatura fascista e si celebra il ruolo fondamentale della Resistenza italiana: movimento eterogeneo di combattenti di diversa estrazione sociale e politica, accomunati dall’opposizione al nazifascismo e che vide la partecipazione di numerose donne partigiane. Queste donne ebbero un ruolo cruciale nel movimento, non solo combattendo attivamente, ma anche fornendo supporto logistico, curando i feriti, svolgendo attività di staffetta e propagandando i valori della Resistenza.

Quello delle donne alla Resistenza non è stato semplicemente “un contributo” ma una lotta “doppia” che riguardava sia l’opposizione all’autoritarismo nazifascista che la conquista di nuovi spazi di libertà, oltre gli schemi imposti da un regime che le aveva relegate nella sfera familiare e domestica. Operaie, studentesse, casalinghe, insegnanti: sono donne di ogni estrazione sociale che aderiscono consapevolmente alla lotta resistenziale e, come riporta la storica Anna Bravo in “Dizionario della Resistenza”, assumono un ruolo essenziale “nello scontro armato, nel lavoro di informazione, approvvigionamento e collegamento, nella stampa e propaganda, nel trasporto di armi e munizioni, nell’organizzazione sanitaria e ospedaliera, nei Gruppi di difesa della donna e per l’assistenza ai combattenti della libertà”. (Dall’articolo “Resistenza, la doppia lotta delle donne per la liberazione” di Nicoletta Labarile su Alley Oop, blog de Il Sole 24 Ore, ideato e diretto da Monica D’Ascenzo)
Nella Resistenza vanno individuate le origini stesse della Repubblica Italiana: l’Assemblea Costituente fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al Comitato di Liberazione Nazionale e che, a guerra finita, scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche e ispirandola ai princìpi della democrazia e dell’antifascismo. (Da Wikipedia)
La spinta all’emancipazione femminile, cominciata nel 1943, vide la creazione delle prime grandi organizzazioni femminili, tra cui l’Unione Donne Italiane, che si battè per l’emancipazione femminile.
In un momento storico in cui valori come la pace, la libertà, la democrazia, la tolleranza, la solidarietà, il rispetto dei diritti sembrano essere offuscati, tengo a mente l’idea della Resistenza come atto di disobbedienza radicale e le parole di Marisa Ombra, staffetta nelle brigate Garibaldi, che ci ricorda l’importante: Siate partigiane, per essere libere sempre.

 

27 Aprile 1759 — Nasce Mary Wollstonecraft

Filosofa e scrittrice britannica, è considerata una delle prime femministe per la vita vissuta liberamente (ebbe relazioni personali non convenzionali), e per il saggio “A Vindication of the Rights of Woman” (1792), nel quale sostenne, contro la prevalente opinione del tempo, che le donne non fossero inferiori per natura agli uomini, bensì era la diversa educazione a loro riservata nella società a porle in una condizione di inferiorità e di subordinazione.

Istruite fin dall’infanzia che la bellezza è lo scettro della donna, il loro spirito prende la forma del loro corpo e viene chiuso in questo scrigno dorato, ed essa non fa che decorare la sua prigione, rileva Wollstonecraft, convinta com’era che senza tali incoraggiamenti a concentrare ogni loro cura sull’aspetto esteriore, le donne avrebbero potuto raggiungere ben altri traguardi. Se l’educazione di entrambi (uomini e donne) avesse seguito gli stessi metodi e principii, le donne sarebbero giunte dove di norma giungevano gli uomini.

In tal senso fu vivace la polemica con Jean-Jacques Rousseau, James Fordyce e John Gregory, i quali negavano che le donne avessero diritto ad un’educazione civile e politica; Rousseau in particolare, sosteneva nell’Émile (1762) che le donne avrebbero dovuto essere istruite in modo da piacere all’uomo – i doveri delle donne, «in tutti i tempi» e da inculcare con l’educazione fin dall’infanzia, consistono nel «piacere agli uomini ed essere loro utili, farsi amare e stimare da loro, educarli da giovani, assisterli da grandi, consigliarli, confortarli, render loro piacevole la vita».

Se si fortificasse la mente delle donne ampliandola, verrebbe meno la cieca obbedienza; ma poiché la cieca obbedienza serve al potere, i tiranni e gli edonisti sono nel giusto quando si sforzano di tenere le donne nelle tenebre, perché i primi le vogliono schiave e i secondi le vogliono giocattoli.

MAGGIO

1 Maggio 1946 — Maggio Festa delle Lavoratrici

 

3 Maggio — Giornata mondiale della libertà di stampa
La giornata mondiale della libertà di stampa è stata proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre 1993 per porre in evidenza l’importanza e il valore di tale libertà e ricordare ai governi la necessità di sostenere e far rispettare la libertà di parola sancita dall’Articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948.
È una giornata di riflessione tra i professionisti dei media per valutare lo stato della libertà di stampa nel mondo; difendere i media dagli attacchi alla loro indipendenza; rendere omaggio ai giornalisti che hanno perso la vita.
Reporters Sans Frontières (RSF) è un’organizzazione non governativa e no-profit che promuove e difende la libertà di informazione e la libertà di stampa. L’organizzazione ha sede principale a Parigi e ogni anno pubblica il RSF World Press Freedom Index, l’Indice della libertà di stampa che riporta il grado di libertà che i giornalisti e le nuove organizzazioni hanno nei rispettivi paesi, e gli sforzi compiuti dalle autorità per rispettare tale libertà.
RSF Index | Dati Index 2025

 

5 Maggio 1837 — Nasce Anna Maria Mozzoni

Pioniera del movimento di emancipazione delle donne nell’Italia di fine Ottocento, Anna Maria Mozzoni (1837-1920) è stata scrittrice, giornalista e attivista per i diritti civili.
Si batté tutta la vita per la concessione del voto alle donne, presentando petizioni per l’estensione del diritto di voto amministrativo (la prima, del 1861, fu reiterata più volte) e mozioni al Parlamento italiano nel 1877 e nel 1906 (corredata da diecimila firme, tra cui venti donne di prestigio come Teresa Labriola e Maria Montessori).
Per te, o donna del popolo, che cosa è la patria? E’ il gendarme che viene a prendere tuo figlio per farlo soldato, è l’esattore che estorce la tassa del fuocatico dal tuo focolare quasi sempre spento, è la guardia daziaria che ti fruga addosso per assicurarsi che tu non abbia risparmiato qualche soldo sul pane sudato per i tuoi figli, è il lenone e la megera che, protetti dal governo, inseguono la tua figlia per trarla nelle loro reti, è la guardia di questura che la trascina all’ufficio sanitario, è il postribolo patentato che la ingoia, è la prigione, il sifilocomio, il patibolo, … è la legge che dà i tuoi figli in proprietà a tuo marito e che dichiara te stessa schiava e serva di lui. Delle glorie di questa patria, delle sue gioie, dei suoi beni, dei suoi favori neppure uno arriva fino a te.” (dall’opuscolo “Alle fanciulle”, del 1884)
Approfondimenti Wikipedia | Enciclopedia delle Donne | Articolo 21

 

7 Maggio 1748 — Nasce Olympe de Gouges

Drammaturga, scrittrice e attivista francese, Olympe de Gouges (1748-1793) è considerata un’antesignana del femminismo per la sua lotta per i diritti delle donne, in particolare per aver scritto la “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina” (1791), chiedendo l’uguaglianza giuridica e sociale tra uomini e donne. Fu contro la pena di morte, sostenne attivamente l’abolizione della schiavitù e propose riforme sociali a tutela delle fasce più vulnerabili, come alloggi per i poveri, diritti per i figli naturali, maternità assistita, diritto al divorzio, alla proprietà privata per la donna.

La donna nasce libera e rimane uguale all’uomo in termini di diritti. Le distinzioni sociali possono essere fondate solo sull’utilità comune. (Art. I della Dichiarazione)

 

17 Maggio — Giornata internazionale contro l’omofobia

La giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia, la transfobia (IDAHOBIT) si celebra ogni anno dal 2005 e ha lo scopo di denunciare le violenze e le discriminazioni subite dalle persone della comunità Lgbtqia+, promuovere il riconoscimento dei diritti, sensibilizzare, prevenire e contrastare il fenomeno e celebrare i successi raggiunti.
Il 17 maggio è stata scelta come giornata per commemorare la decisione di rimuovere l’omosessualità dalla Classificazione internazionale delle malattie dell’Organizzazione mondiale della sanità nel 1990.

I dati di Amnesty International del 2024 segnalano che nel mondo sono 63 i paesi che criminalizzano gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso. Tra questi, 8 prevedono espressamente la pena di morte e 9 la reclusione a vita (Rif. Amnesty).

In Italia, sebbene le discriminazioni in ambito lavorativo basate sull’orientamento sessuale siano vietate dal 2003 (in attuazione di una direttiva dell’Unione europea), nessun’altra legge nazionale contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale o l’identità di genere è stata introdotta. Nonostante sia dal 2006 che il Parlamento europeo richiede di colmare questo vuoto legislativo, attualmente (gennaio 2026), l’Italia non ha ancora una legge che, in maniera esplicita, faccia riferimento ai crimini d’odio e agli atti discriminatori contro la comunità Lgbtqia+.

Secondo il rapporto ILGA-Europe del 2025, l’Italia si classifica 35ª su 49 Paesi europei per quanto riguarda i diritti delle persone LGBT (Rif. Diritti LGBT in Italia).

Rainbow map ItaliaEuropa

 

19 Maggio 1975 — Riforma del Diritto di Famiglia

La Riforma del Diritto di Famiglia del 1975 (Legge n. 151/1975) fu una svolta storica che introdusse la piena parità giuridica e morale tra i coniugi, superando il modello patriarcale del Codice Civile del 1942 e allineando il diritto ai principi costituzionali di uguaglianza. Sancì la responsabilità genitoriale condivisa, la comunione legale dei beni come regime ordinario, l’abolizione della dote e la parificazione dei figli legittimi e naturali.

 

20 Maggio 2014 — Rebecca Solnit pubblica “Men Explain Things to Me”
Gli uomini mi spiegano le cose, pubblicata in lingua italiana nel 2017 dalla casa editrice Ponte alle Grazie, è una raccolta di brevi saggi sul femminismo di Rebecca Solnit.

Nell’articolo che dà il titolo all’opera, “Men Explain Things to Me”, l’autrice descrive la pratica di alcuni uomini di spiegare, con un atteggiamento condiscendente e paternalistico, un concetto ad una donna come se lei non ne fosse a conoscenza, ne sapesse poco o non lo capisse, ostentando toni sicuri persino davanti all’evidenza contraria e dando per assodato di saperne in ogni caso più di lei. (Rif. Mansplaining)
Solnit attribuisce il fenomeno a una combinazione di “eccesso di sicurezza e mancanza di competenza”; e questo eccesso di sicurezza l’ho trovato interessante. Una spinta molto interessante da tenere a mente.
Nella lingua italiana la parola non è di facile traduzione. Nonostante la scrittrice Violetta Bellocchio abbia proposto spiegazione virile, quest’ultima espressione non si è diffusa e quindi per ora il concetto continua a essere reso con il termine inglese originario. La linguista Vera Gheno utilizza il termine minchiarimento, fattole scoprire dall’amica scrittrice Giulia Blasi, ripreso anche dalla scrittrice Michela Murgia.

 

21 Maggio — Giornata mondiale della diversità culturale

La Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo, che ricorre ogni anno di 21 maggio, celebra non solo la ricchezza delle culture del mondo, ma anche il ruolo essenziale del dialogo interculturale per raggiungere la pace e lo sviluppo sostenibile.

Fu istituita nel 2002, in seguito all’adozione da parte dell’UNESCO della Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale, documento che evidenziava il ruolo della cultura nel raggiungimento della prosperità, dello sviluppo sostenibile e nella promozione della coesistenza pacifica a livello globale.

L’articolo 1 afferma che, “in quanto fonte di scambio, innovazione e creatività, la diversità culturale è necessaria per l’umanità quanto la biodiversità lo è per la natura. In questo senso, è patrimonio comune dell’umanità e dovrebbe essere riconosciuta e affermata a beneficio delle generazioni presenti e future”.
Abbiamo già scritto, anche per benino, eppure mi trovo a pensare a quanto poco perseguiamo entrambe le diversità di cui avremmo così tanto bisogno.

 

22 Maggio 1978 — Approvata la legge n.194 sull’IVG

Il 22 maggio 1978 è stata approvata in Italia la Legge n. 194, una legge fondamentale che ha regolamentato l’Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) e ha depenalizzato l’aborto, superando, dopo anni di battaglie femministe, discussioni e scontri politici, la precedente normativa del Codice Rocco (1930), espressione del regime fascista, che considerava l’aborto un grave crimine contro lo Stato e la stirpe, da punire con pene detentive da 2 a 12 anni di reclusione.

Come in altre voci, l’occasione di questo calendario mi ha permesso di avvicinarmi e approfondire temi che conoscevo – più mi addentravo, più me ne rendevo conto – solo in modo superficiale.
[Molto interessanti i due excursus storici (Frammenti di storia e Quotidiano sanità) sul contesto e gli accadimenti che portarono all’approvazione della legge.]

Così è accaduto per la legge 194. Della quale ho scoperto che non garantisce il diritto della donna di autodeterminarsi, ma subordina l’aborto a condizioni di salute, economiche, o sociali (Art. 4 Legge 194/1978).

Questo è un aspetto rilevante, assieme al numero dei medici obiettori (60,7% *), numero rispetto al quale l’ultimo aggiornamento disponibile rilasciato dal Ministero della Salute risale al 2022. Confermo: dopo molte ricerche e false piste, quello relativo all’anno 2022 sembra essere il report aggregato più recente rilasciato dal Ministero, faccenda che sua volta getta una luce sinistra su un altro tipo di erosione che può essere praticata. Non rendere disponibili le informazioni, non permettere di conoscere, sapere e fare scelte consapevoli.
In tal senso Chiara Lalli e Sonia Montegiove di Mai dati e l’Associazione Luca Coscioni stanno facendo pressioni per la pubblicazione dei dati aggiornati, mentre la redazione di Wired, oltre a denunciare la mancanza di trasparenza (articoli 2024 e 2025) ha raccolto in mappe le informazioni disponibili: Mappa IVG  e Mappa obiettori.

* Nel 2022, la quota di ginecologi obiettori di coscienza è del 60,7%, ancora elevata e con notevoli differenze tra le Regioni: le percentuali più alte di ginecologi obiettori di coscienza si rilevano in Molise (90,9%), Sicilia (81,5%), Basilicata (79,2%); le percentuali più basse in Valle d’Aosta (25,0%) e P.A. di Trento (31,8%).
–> DOC Ministero della Salute

–> L’Italia reale – Analisi di Annalisa Camilli su L’Essenziale di Internazionale

 

27 Maggio 1907 — Nasce Rachel Carson

Madre dell’ambientalismo, vedeva il mondo naturale come un insieme inestricabile di correlazioni che non potevano prescindere l’una dall’altra – In natura nulla esiste da solo. Da questo piano prospettico, lesse correttamente, e con ampio anticipo (1960), gli effetti nocivi dei pesticidi utilizzati in agricoltura, denunciando pubblicamente i danni inferti alla natura dall’uso di sostanze inquinanti e cancerogene (come l’utilizzo del DDT sulle coltivazioni, vietato anni dopo proprio grazie alle sue battaglie), e da azioni come la deforestazione e l’incontrollato intervento dell’uomo sull’ambiente.
Ma l’uomo è parte della natura e la sua guerra contro la natura è inevitabilmente una guerra contro se stesso.

Approfondimenti: Wikipedia | Aforismi

GIUGNO

2 Giugno 1946 — Festa della Repubblica

La Festa della Repubblica italiana, di cui quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario, viene celebrata ogni anno il 2 giugno, in occasione dell’anniversario del referendum con il quale, tra il 2 e il 3 giugno 1946, gli italiani votarono per scegliere la forma istituzionale dello Stato tra repubblica e monarchia, dopo la fine del regime fascista a lungo appoggiato dalla famiglia sabauda (esemplare la chiarezza della scheda elettorale del referendum). Il 2 giugno si votò anche per l’elezione dei membri dell’Assemblea Costituente, cui sarebbe spettato il compito di scrivere la nuova legge fondamentale dello Stato italiano.
L’affluenza al voto fu altissima: votarono l’89% degli aventi diritto al voto, di cui 12.998.131 donne e 11.949.056 uomini e il referendum istituzionale vide la vittoria dei repubblicani con il 54,3% dei voti contro il 47,7% dei monarchici.
Diversamente da quanto comunemente affermato, le prime votazioni a suffragio universale, in cui effettivamente parteciparono le donne (lo chiamarono suffragio universale anche nel 1912, quando Giolitti estese l’accesso alle urne agli uomini sopra ai ventuno anni, ma le donne ne erano ancora escluse), non furono quelle del 2 giugno, bensì le elezioni amministrative che si tennero dal 10 marzo al 7 aprile del 1946 e in cui si votò in 5.722 comuni per rinnovare le amministrazioni. Fu quello il momento in cui le donne italiane poterono, per la prima volta, votare e essere votate nel corso di un’elezione.

 

5 Giugno — Giornata mondiale dell’ambiente

La Giornata mondiale dell’ambiente è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1972, con l’obiettivo di sensibilizzare e responsabilizzare governi, imprese e individui sull’importanza della protezione e salvaguardia dell’ambiente naturale.

Le problematiche ambientali che dobbiamo affrontare nel presente sono molteplici e complesse. Tra le più urgenti troviamo:

  • Il cambiamento climatico, legato all’aumento delle emissioni di gas serra e al surriscaldamento globale
  • L’inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo, con conseguenze gravi sulla salute umana, vegetale e animale
  • La deforestazione e la conseguente perdita di biodiversità
  • L’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali, soprattutto quelle non rinnovabili
  • L’accumulo crescente di rifiuti, in particolare plastica, nei mari e negli ecosistemi
  • La desertificazione e il degrado del suolo, che minacciano la sicurezza alimentare e la vita di milioni di persone e specie.

 

Nonostante i risultati annuali evidenziano progressi nell’adozione di pratiche sostenibili, permane enorme il divario tra gli sforzi attuali e la vastità delle sfide ambientali, con un’urgenza crescente di passare da iniziative a interventi strutturali.

Negli ultimi anni le campagne per la Giornata Mondiale dell’Ambiente si sono concentrate, in particolare, sul consumo di plastica, sulle pratiche di gestione dei rifiuti e sulla necessità di alternative sostenibili. Queste campagne spesso incoraggiano governi, industrie e singoli individui a ridurre l’uso della plastica, migliorare i sistemi di riciclaggio e sostenere modelli di economia circolare.

Alcuni dati
La quantità di plastica prodotta ogni anno in tutto il mondo è aumentata vertiginosamente nell’arco di una vita umana: da 2 milioni di tonnellate nel 1950 a oltre 430 milioni di tonnellate nel 2023. Di queste tonnellate prodotte per larga parte da fonti fossili, meno del 10% viene effettivamente riciclato. E la restante parte? Ovvero il 90% della plastica che produciamo (di cui il 40% ha una vita media di un mese), che fine fa?
11 milioni di tonnellate – Finiscono negli oceani
8-12 milioni di tonnellate – Nei fiumi e laghi
Non ho trovato ulteriori specifiche di ripartizione, ma la logica di pensiero mi fa ipotizzare che, tolta la frazione che manteniamo in uso (circa il 25%), si trovino plausibilmente nel resto dell’ambiente terrestre, ovvero, ovunque.

Fonti: Plastic Europe | Plastic Soup Fondation | WWF | Il Sole 24 Ore

 

È incredibile ma, fra i molti annunci e proclama, denunce e report sull’andamento, ho trovato modesti riferimenti alla soluzione del problema e, per soluzione, intendo l’affrontare direttamente il problema e non gestirne le conseguenze.

Mi spiego meglio, poiché è un tema di massima importanza, il cui meccanismo di funzionamento permane invariato a prescindere l’oggetto di studio. Si tratta della natura delle risposte che forniamo. Se il problema è un eccesso di produzione della plastica, sicuramente la gestione ottimale della raccolta differenziata e lo sviluppo di sistemi di riciclaggio saranno fra i punti rilevanti da considerare, ma, ed è bene ricordarlo, si tratta di attività che agiscono sulle conseguenze (l’inquinamento diffuso della plastica), senza toccare, nemmeno dialogicamente, la causa del problema, in questo caso, l’eccessiva produzione della plastica.

Sono le storie che ci raccontiamo, dietro e dentro cui possiamo intravedere il perno del sistema capitalistico, il quale, anziché affrontare direttamente il punto, che ne causerebbe l’estinzione, fa qualcos’altro: gestisce le conseguenze tramite sistemi anche molto arditi perché, in fin dei conti, bisogna pur sempre produrre. Ma se noi volessimo veramente affrontare il problema, una delle prime risposte, e certamente la più importante, sarebbe quella di agire a monte. Produrne di meno.
Che avessi trovato un solo accenno politico a questa così anticapitalistica proposta! No, elenchiamo i danni ambientali, i luoghi in cui le troviamo, ipotizziamo effetti che non siamo ancora in grado di misurare, potenziamo il riciclo, come fosse quella la nostra soluzione.

Ce la stiamo raccontando da parecchi anni questa storia e, pertanto sia una fervente sostenitrice della raccolta differenziata e che cerchi di fare attenzione agli oggetti e ai materiali di cui sono fatti, a fronte dell’evidenza inconfutabile dello stato delle cose, sia chiaro che non intendo accettare più la scandalosa deresponsabilizzazione agita dalle aziende produttive con il sostegno e beneplacito dei governi, per cui il problema mondiale dell’inquinamento della plastica lo risolvo io a casa, facendo la differenziata.

 

8 Giugno — Giornata mondiale degli oceani

L’oceano copre oltre il 70% del pianeta e rappresenta una fonte vitale per l’umanità e per ogni altro organismo terrestre. Regola il clima, assorbe anidride carbonica, produce almeno il 50% dell’ossigeno del pianeta e ospita la maggior parte della biodiversità terrestre. Nonostante i suoi numerosi benefici, l’oceano è in pericolo. Con il 90% delle grandi popolazioni ittiche impoverite e il 50% delle barriere coralline distrutte, stiamo sfruttando eccessivamente le sue risorse (rif. Onu Italia).

Dunque se dovessimo porci la domanda “Come stanno gli oceani?”, “Male, molto male” è la risposta che daremmo. Ma, senza farci venire una depressione, vorrei porre l’attenzione su un’iniziativa molto bella che ho trovato in rete, scartabellando dati e notizie.

Si tratta di un libro, che poi è diventato un progetto: “All We Can Save“. Curato da due leader del clima, la dott.ssa Ayana Elizabeth Johnson e la dott.ssa Katharine K. Wilkinson, “All We Can Save” è una raccolta antologica di testi scritti da 60 donne impegnate nella lotta al cambiamento climatico.
«C’è una rinascita che sta sbocciando nel movimento per il clima: una leadership più tipicamente femminile e più fedelmente femminista, radicata nella compassione, nella connessione, nella creatività e nella collaborazione. Sebbene sia chiaro che donne e ragazze siano voci vitali e agenti di cambiamento per questo pianeta, troppo spesso mancano dalla proverbiale “tavola”. Più che un problema di pregiudizio, è una dinamica che ci predispone al fallimento. Per cambiare tutto, abbiamo bisogno di tutti.»
“All We Can Save” mette in luce le competenze e le intuizioni di decine di donne diverse che si occupano di clima negli Stati Uniti – scienziate, giornaliste, agricoltrici, avvocate, insegnanti, attiviste, innovatrici, esperte e designer, di diverse generazioni, provenienze geografiche ed etnie – e mira a promuovere un dibattito pubblico più rappresentativo, articolato e orientato alle soluzioni sulla crisi climatica.
Wilkinson scrive: «Sebbene il cambiamento climatico sia un problema collettivo, il suo impatto sarà sproporzionato, con effetti distorti sulle popolazioni più vulnerabili del mondo, in particolare donne e ragazze». L’80% della popolazione sfollata per eventi climatici o incendi – spiegano le ricercatrici – è costituita da donne. Questo determina impoverimento e precarietà, spesso legati a una crescita del rischio di violenza domestica o traffico sessuale. I cambiamenti climatici sono una minaccia che, per le donne, si fa «moltiplicatore di minacce». Concetto interessantissimo.
Fonti: Treccani | IBS

 

21 Giugno — Solstizio d’estate

24 Giugno — Giornata internazionale delle donne in diplomazia

 

29 Giugno — Nasce Emma Goldman

 

30 Giugno — Superluna

LUGLIO

8 Luglio 1593 — Nasce Artemisia Gentileschi

 

12 Luglio 1997 — Nasce Malala Yousafzai

25 Luglio 1943 — Caduta del fascismo

 

30 Luglio — Giornata mondiale dell’amicizia

AGOSTO

5 Agosto 1981 — Abolito il “Matrimonio riparatore”

 

15 agosto — India, Repubblica del Congo e Bahrain celebrano l’indipendenza

 

18 Agosto 1912 — Nasce Elsa Morante

22 Agosto — Giornata per le vittime di violenza religiosa

27 Agosto — Giornata mondiale dei laghi

 

SETTEMBRE

4 Settembre — Conferenza mondiale sulle donne – Pechino –

 

15 Settembre — Giornata mondiale della democrazia

 

18 Settembre — Giornata internazionale della parità di retribuzione

 

21 Settembre — Giornata internazionale della pace

 

23 Settembre — Equinozio d’autunno

25 Settembre 1952 — Nasce bell hooks

OTTOBRE

2 Ottobre — Giornata internazionale della non violenza

La non violenza è un metodo di azione e una filosofia che rifiuta la violenza in tutte le sue forme, operando attivamente per prevenire e trasformare i conflitti.

Si celebra il 2 ottobre, giorno della nascita del Mahatma Gandhi, leader del movimento indipendentista indiano e pioniere della filosofia della non violenza. È stata istituita dalle Nazioni Unite nel 2007 per diffondere il messaggio della non violenza, anche attraverso l’educazione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, nel desiderio di promuovere una cultura di pace, tolleranza, comprensione.
Fonte: UN – International Day of Non-Violence

 

10 Ottobre — Giornata mondiale contro la pena di morte
La pena di morte è stata abolita in più della metà degli stati del mondo: 113 su 205 stati sono totalmente abolizionisti, 23 stati sono considerati abolizionisti di fatto (non eseguono condanne a morte da almeno 10 anni), altri 9 stati hanno cancellato la pena di morte per i reati ordinari. In totale sono 145 gli stati che hanno abolito la pena di morte nella legge o nella prassi; 54 stati la mantengono in vigore, ma quelli che eseguono condanne a morte sono un terzo.
Nel 2024 Amnesty International ha registrato 1.518 esecuzioni, cifra che va considerata per difetto, dal momento che non vi sono dati per Afghanistan, Cina, Corea del Nord, Siria, Vietnam.
Esecuzioni a livello globale nel 2024: Arabia Saudita (345+), Egitto (13), Iran (972+), Iraq (63+), Kuwait (6), Oman (3), Singapore (9), Somalia (34+), USA (25), Yemen (38+).
Fonte: Rapporto di Amnesty International sulla pena di morte nel 2024

 

11 Ottobre — Giornata internazionale delle bambine e ragazze
L’11 ottobre si celebra la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, istituita nel 2011 dalle Nazioni Unite per promuoverne i diritti e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione di grave diseguaglianza e discriminazione, che comportano un minore accesso all’istruzione, ai diritti, all’assistenza medica e, in molti Paesi, si traducono in violenza, sfruttamento, matrimoni in giovanissima età e gravidanze precoci con tassi di mortalità elevati.
La data dell’11 ottobre è legata all’anniversario dell’adozione della Dichiarazione e del Programma d’Azione di Pechino del 1995, documento fondamentale per i diritti delle donne e delle ragazze.

 

15 Ottobre 1887 — Nasce il Movimento #MeToo

Espressione utilizzata la prima volta nel 2006 dall’attivista Tarana Burke, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla pervasività degli abusi e delle aggressioni sessuali nella società. In un tweet del 15 ottobre 2017, l’attrice attivista Alyssa Merlin ne rilancia il significato, invitando coloro che avevano subito moleste o aggressioni sessuali a scrivere “Anche io”. L’hashtag si diffonde rapidissimamente, anche a seguito delle risposte da parte di celebrità del mondo cinematografico come Gwyneth Paltrow, Uma Thurman, Ashley Judd, Jennifer Lawrence, dando origine al Movimento #MeToo.

 

21 Ottobre — Giornata mondiale dell’ascolto
Giornata volta a promuovere l’importanza dell’ascolto empatico, attivo e consapevole nelle relazioni interpersonali e sociali. “Non si tratta solo di udire i suoni o prestare attenzione a quello che ci viene detto, ma di incontrare l’altro, di riconoscerne alterità e differenza, costruendo legami narrativi tra soggettività” (I.I.S. “Norberto Bobbio”).
La giornata mondiale dell’ascolto è stata istituita nel 2007 dalla Federazione Internazionale dell’Ascolto (IFHOH), un’organizzazione internazionale che si occupa di rappresentare gli interessi delle persone che sperimentano barriere uditive in tutto il mondo.

NOVEMBRE

1 Novembre 1992 — Entrata in vigore del Trattato di Maastricht

 

9 Novembre 1989 — Cade il muro di Berlino

13 Novembre — Giornata mondiale della gentilezza

 

16 Novembre — Giornata mondiale della tolleranza

21 Novembre — Giornata nazionale degli alberi

 

25 Novembre — Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

DICEMBRE

1 Dicembre 1970 — Approvata la legge n. 898 sul divorzio

 

3 Dicembre — Giornata internazionale per le persone con disabilità

5 Dicembre — Giornata mondiale del suolo

La Giornata Mondiale del Suolo, celebrata ogni 5 dicembre, è stata istituita ufficialmente dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 dicembre 2013 e osservata per la prima volta nel 2014. L’iniziativa, guidata dalla Thailandia e coordinata dalla FAO attraverso il Global Soil Partnership, nasce con un obiettivo preciso: focalizzare l’attenzione globale sull’importanza di un suolo sano per la sicurezza alimentare, la biodiversità e il contrasto al cambiamento climatico.
Questa giornata assume un significato particolare per l’Italia, dove l’emergenza è tangibile. Il nostro Paese perde 2,7 metri quadri di suolo ogni secondo, il valore più alto degli ultimi 12 anni. Nel 2024 sono stati cementificati 83,7 km² di territorio, equivalenti a oltre 12.000 campi da calcio, nonostante il declino demografico. Un paradosso che svela un modello di sviluppo insostenibile: mentre la popolazione diminuisce, continuiamo a divorare terra fertile.
Eppure il suolo è la base invisibile della nostra sopravvivenza. Il 95% del cibo globale proviene dai suoli, che forniscono 15 dei 18 elementi chimici essenziali per le piante. Ogni piatto che portiamo in tavola dipende da quella sottile pellicola vivente sotto i nostri piedi. Ma il suolo non è solo produzione alimentare: ospita oltre un quarto della biodiversità terrestre e agisce come spugna naturale, filtrando l’acqua e proteggendoci dalle alluvioni.
C’è poi la sua funzione climatica, spesso sottovalutata. Il suolo è capace di assorbire l’anidride carbonica in eccesso, funzionando come serbatoio di carbonio: i suoli sani possono sequestrare fino a 2 gigatonnellate di CO₂ ogni anno. Ogni metro quadro che cementifichiamo è un alleato in meno nella lotta al cambiamento climatico.
Ma ecco il dato che dovrebbe farci riflettere: servono fino a 1.000 anni per produrre appena 2-3 centimetri di suolo nuovo. Se nel solo 2024 abbiamo consumato 83,7 km² di territorio – uno strato che la natura ha impiegato millenni a costruire – in quanto tempo potremmo ristabilire l’equilibrio che abbiamo rotto? La risposta è semplice e drammatica: non nei tempi della nostra esistenza, né in quella dei nostri figli o nipoti. Il suolo è una risorsa praticamente non rinnovabile su scala umana.
Prendersi cura del suolo è una necessità.
Significa proteggere la nostra capacità di produrre cibo, di regolare il clima, di difenderci dagli eventi estremi. Significa riconoscere che ogni secondo in cui perdiamo 2,7 metri quadri di terra fertile è un pezzo di futuro che bruciamo irrimediabilmente.

 

8 Dicembre 1660 — Margaret Hughes recita Desdemona

 

10 Dicembre — Giornata internazionale dei diritti umani

 

21 Dicembre — Solstizio d’inverno

 

25 Dicembre 1821 — Nasce Clara Barton

26 Dicembre 1898 — Indira Gandhi viene liberata dal carcere