Calendario da tavolo artigianale MMXXVI

 

Elegante calendario da tavolo per un Duemilaventisei all’insegna della botanica, dell’impegno civile e del femminismo.

 

Con base artigianale in noce e illustrazioni tratte dall’opera Rariorum plantarum historia di Carolus Clusius del 1601.

 

Stampato su carta Favini Calligraphy Nature Crush ottenuta da scarti della lavorazione di agrumi. Il formato del Calendario è di 13,8 x 19,5 cm + base (2×6 cm).

 

 

CHIEDI INFORMAZIONI

Quest’anno
è successo un fatto

 

Nel mentre stavo preparando, pure con certo diletto, il calendario botanico per l’anno a venire, mentre disponevo lune nuove e ricorrenze, arrivata che fui all’otto dicembre le mie mani si fermarono. Letteralmente non poterono scrivere, quale festa nazionale, le parole “Immacolata concezione” sulla casella dell’otto.

 

Cosa stavamo festeggiando, ricordando, esattamente, in quel giorno? Gli aggiustamenti al racconto secolare, per il quale la madre del figlio di Dio non poteva essere contemporaneamente anche discendente della catastrofica figura di Eva? Correzioni, peraltro funamboliche a farci caso. Ad ogni modo, dedicavamo del tempo nel rinnovare una storia inventata, la quale – fu questo il punto sul quale mi interrogai – che cosa aveva a che fare col mondo circostante?

Incuriosita dalle commemorazioni, volli andare a vederle più da vicino. Le giornate festive, con quel pasticcio tutto italiano nei nomi utilizzati, per cui feriale è un giorno lavorativo e le ferie son giorni in cui non si lavora. Ma dicevamo i festivi, tredici feste nazionali, tredici feste ufficiali dello Stato, con chiusura di scuole, uffici pubblici e attività private, scandite nel corso di un anno; ebbene di tredici che ne abbiamo in calendario, solo tre sono effettivamente ricorrenze civili, le altre dieci sono religiose!

 

Mi parve veramente un’enormità, considerando la laicità professata dallo Stato, che ne ha aggiunta una (religiosa) proprio l’altro giorno. Ma non fu solo la dimensione predominante a recarmi disturbo, era la natura stessa, il contenuto di ciò che tenevamo a ricordare e a trasmettere, a tenere vivo nella memoria. Nell’anno 2026, nella Repubblica italiana, si conosceva il capodanno, quale inizio del nuovo anno solare e giorno della circoncisione di Gesù. Capisci cosa festeggiamo? Una mutilazione, il primo giorno dell’anno. Siamo davvero sicuri?

Qual è la società che vogliamo perpetrare?

 

Nel momento in cui venti avversi soffiano su valori come la pace e la democrazia, c’è da prestar attenzione a cosa festeggiamo. Ci sono giornate da ricordare, che non hanno a che fare con storie immaginarie. Ci sono diritti, conquiste sociali che possono venir erose, fintanto che disponiamo con cura i re magi nel presepe.


Con tal spirito mi son messa in cammino, in cerca di avvenimenti, persone, storie da raccontare, fatti da ricordare, e da celebrare. La libertà di stampa, lo stato di salute dei fiumi, l’apertura della prima scuola di Maria Montessori, come anche la nascita di Simone de Beauvoir, di Virginia Woolf, di Carla Lonzi. Donne che, con la loro vita e il loro pensiero, hanno saputo farci vedere il cielo.


Sapeste quanti accadimenti degni di menzione ho trovato, frugando fra le pagine della storia! Ricorrenze da tenere all’orizzonte, con le quali rapportarsi, dialogare. A proposito, il primo gennaio di quest’anno festeggiamo l’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana, testo improntato ai valori di solidarietà e uguaglianza.

 

Buon 2026!

La stampa del calendario è su ordinazione.

Scrivici per info

Potrebbero
interessarti